La muffa, quali danni crea alla salute, perchè si forma e come risolviamo il problema

LA MUFFA, COME RISOLVIAMO IL PROBLEMA:
1: DIAGNOSI UMIDITA’ TRAMITE MISURAZIONI CON APPOSITE ATTREZZATURE
2: IGIENIZZAZIONE E PULIZIA
3: PROGETTAZIONE ED INSTALLAZIONE IMPIANTI DI VENTILAZIONE MECCANICA VMC
4: FORMAZIONE CONTROPARETI ANTICONDENSA TRASPIRANTI ED ECOLOGICHE
5: SERVIZIO DI TINTEGGIATURA COMPLETA CON APPOSITA PITTURA ANTICONDENSA CERTIFICATA
MUFFA IN CASA? ALONI SCURI, UMIDITA’ SULLE PARETI?
ECCO UN ESEMPIO DI CONSIDEREVOLE PRESENZA DI MUFFA

Questo succede perché la tua abitazione non riesce a respirare correttamente. Probabilmente avrai già sentito parlare, o letto, di vari metodi (più o meno dispendiosi) per risolvere il problema della muffa in casa. Magari ne hai anche sperimentati diversi nel tempo, ma se stai leggendo questo articolo, è evidente che non hanno dato i risultati sperati. Esatto, perché in realtà esiste un’unica soluzione definitiva per eliminare la muffa una volta per tutte: impedire che si creino le condizioni necessarie alla sua formazione. Per prevenire la comparsa della muffa (e di altri fastidiosi inconvenienti), è fondamentale che la casa possa respirare e mantenere al suo interno un livello ottimale di umidità. Tutto ciò è realizzabile in modo permanente grazie alla ventilazione meccanica controllata VMC. Prosegui con la lettura di questo articolo per scoprire come dire addio alla muffa sui muri.
COSA E’ LA MUFFA, COME DI FORMA E PERCHE ?
Per comprendere la natura della muffa e le condizioni in cui si sviluppa, è utile partire dalle basi. Gli ambienti con elevati livelli di umidità rappresentano un habitat ideale per la proliferazione di numerosi microrganismi, tra cui batteri normalmente presenti nell’aria.
Quando si verificano condizioni favorevoli – come un’eccessiva umidità relativa – tali batteri possono aderire alle superfici murarie e innescare la formazione di muffe, organismi pluricellulari classificati nel regno dei funghi.
Le muffe, una volta sviluppate, rilasciano spore microscopiche nell’ambiente, altamente dannose. Queste spore possono essere inalate da chi frequenta l’ambiente contaminato, causando potenziali rischi per la salute, oppure depositarsi su altre superfici, favorendo ulteriori processi di proliferazione.

Quantitativo di umidità prodotta quotidianamente da una famiglia di 3 persone
La muffa non è solamente antiestetica e dannosa per le pareti, ma lo è soprattutto per le persone che la respirano. Non c’è da meravigliarsi che la muffa rientri a pieno titolo tra i principali inquinanti indoor. Stanchezza cronica, tosse e nausea sono solo i sintomi più comuni, ma un’esposizione prolungata alle esalazioni della muffa può comportare anche l’insorgenza di patologie ben più gravi, tra le quali: allergie respiratorie, rinite allergiche, asma, dermatiti e congiuntivite.ch
I rimedi temporanei contro la muffa
Le soluzioni economiche, rapide o fai-da-te possono sembrare particolarmente allettanti, ma nella maggior parte dei casi si tratta di interventi temporanei che non affrontano il problema alla radice. La muffa, come abbiamo già analizzato, è il risultato di un eccesso di umidità combinato a una ventilazione insufficiente degli ambienti domestici. Di conseguenza, l’applicazione di prodotti antimuffa o il rifacimento dell’intonaco rappresentano esclusivamente misure tampone. Tali soluzioni, infatti, non eliminano le condizioni che favoriscono la formazione della muffa, che inevitabilmente tenderà a riformarsi in breve tempo, comportando un inutile dispendio di denaro, tempo ed energie. Anche il tentativo di garantire un ricambio d’aria regolare tramite l’apertura delle finestre presenta limiti significativi. Per ottenere un risultato ottimale, le finestre dovrebbero essere aperte ogni 4-6 ore per un tempo variabile, in funzione delle condizioni climatiche esterne e del livello di umidità interno. Tuttavia, questa pratica non solo è difficilmente sostenibile per i ritmi della vita quotidiana, ma risulta anche inefficiente dal punto di vista energetico, specialmente nei mesi più freddi.
Perché aprire le finestre per cambiare aria non è la soluzione
Scommetto che ti sei chiesto almeno una volta per quanto tempo sia utile lasciare le finestre aperte per aerare l'abitazione. Ebbene, secondo i dati, la risposta migliore sarebbe di non aprirle affatto. Infatti, analizzando le informazioni più recenti sulla qualità dell’aria fornite da Legambiente, emerge che solo il 15% delle 97 città italiane esaminate ha ottenuto una valutazione positiva. Nella maggior parte delle città italiane incluse nel campione, la qualità dell’aria è risultata insufficiente, con livelli di Pm2,5 e Pm10 ben oltre i limiti stabiliti dall’OMS. Se il problema dell’inquinamento atmosferico non ti interessa perché vivi in una zona remota o preferisci non affrontare la questione, è importante ricordare che il ricircolo dell’aria attraverso l’apertura delle finestre presenta comunque dei limiti. Considera ad esempio lo spreco energetico e i costi aggiuntivi in bolletta che dovresti sostenere per arieggiare quotidianamente la tua casa durante le stagioni più fredde. Inoltre, non sempre è pratico mantenere le finestre aperte. Anche trascurando l'aspetto dell'inquinamento, aerare richiede tempo e condizioni meteorologiche esterne favorevoli.
L’impiego di dispositivi come purificatori d’aria o deumidificatori si rivela spesso insufficiente per contrastare il problema della muffa in modo efficace. Purificatori e deumidificatori possono migliorare le condizioni di una singola stanza, eliminando impurità o riducendo temporaneamente l’umidità, ma non agiscono sulle cause profonde del fenomeno.
L’inquinamento indoor: un problema silente ma concreto L’inquinamento dell’aria indoor è una problematica ampiamente sottovalutata e, per questo, particolarmente insidiosa. Si tratta di un fenomeno che interessa tutti noi quotidianamente, all’interno delle mura domestiche, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli edifici pubblici. La sua natura "silente" deriva dal fatto che, a differenza dell’inquinamento atmosferico, non è facilmente percepibile né visibile, motivo per cui spesso non viene riconosciuto o affrontato con la dovuta attenzione. Mentre l’inquinamento esterno riceve una maggiore copertura mediatica, i dati scientifici dimostrano che l’esposizione all’inquinamento indoor può avere un impatto fino a 7 volte più dannoso per la salute rispetto all’inquinamento atmosferico. Questo perché gli agenti inquinanti presenti negli ambienti chiusi possono essere respirati continuamente, senza che ci sia un ricambio naturale d’aria, aumentando così il rischio di effetti negativi sulla salute. Non sorprende, quindi, che negli ultimi anni il settore dell’edilizia, soprattutto per quanto riguarda le costruzioni di nuova generazione, abbia iniziato a prestare maggiore attenzione alla salubrità degli ambienti interni. Concetti come la "sindrome da edificio malato" hanno guadagnato sempre più rilevanza, ponendo l’accento sulla necessità di adottare soluzioni progettuali volte a migliorare la qualità dell’aria indoor.
Approfondimento sulle cause e soluzioni In questo articolo esamineremo in dettaglio le principali cause dell’inquinamento domestico e il loro impatto sulla salute, aiutandoti a sviluppare una maggiore consapevolezza sulle fonti del problema. Inoltre, esploreremo i rimedi più efficaci e le azioni quotidiane che è possibile adottare per contenere l’inquinamento indoor e tutelare il benessere della tua famiglia.
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